Progetto Luminis di Mario Carlo Iusi, promosso da Artivazione grazie all’intervento della Regione
Lazio bando Lazio Contemporaneo 2022 e curato da Claudia Pecoraro, nasce come un’opportunità
che il caso ha voluto mettere davanti a Mario Carlo e a me, Francesco Saverio Teruzzi.
Ci siamo incontrati per la prima volta grazie ad Alessia Bennani a Roma Arte in Nuvola del 2021.
Alessia mi mostrò alcuni suoi lavori e mi disse che l’artista stava per arrivare e che voleva
presentarmelo. In effetti posso dire che si fece aspettare, ma la “magia” di Mario Carlo è proprio nel
rapporto che riesce a instaurare con le persone. L’ho visto con me, con Maria e Michelangelo
Pistoletto e tutta Cittadellarte, con Claudia Pecoraro che volevo assolutamente come curatrice, ma
che ha accettato solo per lui perché oberata di lavoro, con Savina Tarsitano di Espronceda e Tanja
Grass di Drap Art, ma anche e soprattutto con il pubblico e con le insegnanti e i bambini con cui si
son svolti i laboratori.
Il resto è stato un aspettare un’occasione che si è manifestata con il bando della Regione Lazio che
ha permesso a noi come ad altri di inserire in Lazio Contemporaneo 2022 la possibilità di lanciare o
far conoscere giovani artisti e professionisti dell’arte.

Il progetto Luminis.
Luminis è un progetto che si articola in un’installazione monumentale e una mostra, in dialogo tra
loro, rispettivamente open-air e al chiuso, itineranti e di volta in volta site-specific, tra le province di
Roma e Frosinone, in Italia, e a Barcellona, in Spagna.
Ogni singola tappa ha dimostrato la freschezza del progetto, il suo essere e la sua caratterizzazione
con il territorio.
Nella prima tappa di Alatri, con il coinvolgimento delle mura ciclopiche della Civita, l’azione
fenomenologica delle cornici luminose di Mario Carlo Iusi ha realizzato una vera e propria
quadreria a cielo aperto, con i massi che si divertivano a raccontare ognuno realtà diverse da un
passato lontano.
Nella seconda tappa ai Cisternoni di Albano Laziale, è l’insieme che offre forza al tutto. In quella
che si è concretizzata in un’ipotetica cattedrale laica all’ingegno umano, la presenza del simbolo
Semeion al centro della navata di mezzo, la terza di cinque, rafforza e incide sul filo logico che
unisce tutte le opere di Mario Carlo.

Nella terza e ultima tappa di Barcellona viene invece messo in luce un Mario Carlo intimista, non
solo nella scelta di una strada del Barrio altamente caratteristica ma fuori dai circuiti turistici, Carrer
de la Carabassa, ma anche nel presentare la mostra in una galleria, dopo il chiostro duecentesco di
San Francesco ad Alatri e la “diffusione” nelle attività commerciali di Albano.
Mostra, nella scelta curatoriale di Claudia Pecoraro in collaborazione con Savina Tarsitano,
rigorosamente lineare nel raccontare i vari passaggi che dalla produzione artistica Semeion hanno
portato a Luminis in un continuo alternarsi della ricerca tra continuità e innovazione.

Alatri, Albano, Barcellona, tre luoghi tra loro molto diversi che raccontano di un artista che trova la
sua forza nell’osservazione della realtà che lo circonda: dalle mura domestiche nel rapporto con la
madre, alla proiezione oggettiva delle ombre, al giocare con i possibili fruitori delle sue idee, alla
necessità di testimoniare ed essere testimone dello spazio e del tempo nel suo divenire.
In qualità di presidente dell’Associazione Culturale Artivazione voglio anche approfittare di questo
spazio per ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato, la Regione, le Amministrazioni di Alatri,
Albano Laziale e Barcellona, le varie organizzazioni, i fotografi, i videomaker, ecc. ma
permettetemi di ringraziare tre persone senza le quali tutto ciò sarebbe stato impossibile: Marta
Minnucci, Daniela Vinciguerra e Zio Lucio.