LUMINIS. Portare alla luce ciò che la città nasconde
Ad Albano Laziale Mario Carlo Iusi porta Luminis dentro e attraverso la città, trasformando la luce in uno strumento per mettere in relazione archeologia, presente e vita quotidiana.

Dal 26 ottobre al 17 novembre 2024 Luminis, progetto di Mario Carlo Iusi a cura di Claudia Pecoraro, trova ad Albano Laziale il suo secondo capitolo dopo l’esperienza sulle Mura Megalitiche di Alatri.
Il linguaggio rimane lo stesso: cornici luminose che delimitano lo spazio senza occuparlo. Ma ad Albano la luce scende nel sottosuolo, all’interno dei monumentali Cisternoni romani, un’architettura scavata nel tufo, articolata in navate e pilastri e originariamente destinata alla raccolta e distribuzione dell’acqua.
Le cornici di Iusi non aggiungono immagini al monumento: selezionano frammenti dello spazio — una parete, un arco, una superficie — invitando il visitatore a soffermarsi su ciò che normalmente attraverserebbe con uno sguardo complessivo. L’opera diventa ciò che si trova dentro la cornice.
Nei Cisternoni emerge con particolare forza anche il rapporto tra pieno e vuoto che attraversa la ricerca dell’artista. Il vuoto non è assenza, ma spazio costruito: i Romani lo hanno scavato per contenere l’acqua, Iusi lo attraversa con la luce per renderne nuovamente percepibili geometrie, materia e memoria.
Luminis riemerge poi nel tessuto urbano raggiungendo Porta Pretoria, mentre la serie Semeion, realizzata dall’artista durante i 66 giorni del lockdown del 2020, viene disseminata in sette attività del centro storico. L’arte esce così dallo spazio espositivo tradizionale e invita il pubblico a muoversi attraverso Albano.
Il progetto diventa un itinerario tra sottosuolo, monumenti, strade e luoghi della quotidianità, mettendo in relazione la città romana con quella contemporanea.
Perché una città è fatta anche di ciò che abbiamo smesso di vedere, delle tracce che attraversiamo distrattamente e delle storie che continuano a convivere con le nostre.
Luminis le porta alla luce. E quando la luce si spegne, ci invita a continuare a vederle.
